> Relazione di Padre Angelo Celani
> Relazione di Matteo Pasquali
> Relazione di Padre Antonio Maria Perrone
> Relazione di Padre Angelo Celani
100 studenti, in rappresentanza di 22 istituti, provenienti da
Napoli in su, si sono riuniti a Chianciano nei giorni 1-3 marzo u.s. per
dibattere il tema del convegno Per ogni alunno una comunit educante e
stabilire le linee generali future del Coordinamento studenti di scuola
cattolica. Nella introduzione ai lavori ho sottolineato limportanza di essere
scuola cattolica. Sono intervenuti Padre Antonio Maria Perrone, Presidente
nazionale della Fidae, con la relazione dal titolo Aspetti delle riforme
scolastiche: il nuovo della scuola e Mons. Vincenzo Zani, Sottosegretario
alla Congregazione per lEducazione Cattolica, con la relazione dal titolo: Per
ogni alunno una Comunit Educante. Numerosi e propositivi gli interventi
dei giovani che hanno lavorato in gruppo confrontandosi tra di loro, mettendo
altres in comune opinioni ed esperienze.
Padre Perrone, nel suo intervento, ha ripercorso i momenti salienti dell'azione
di riforma della scuola attuata dal precedente e dall'attuale governo. In
particolare ha fatto il punto sulla realizzazione della parit, gi legge, e
sulle ripercussioni concrete, vantaggi e svantaggi, ricaduti sui singoli
istituti; ha parlato della riforma degli organi collegiali, ancora non definita,
della riforma dei cicli e degli obblighi scolastici; di partecipazione e di
condivisione da parte di tutte le componenti scolastiche. Dopo il suo
intervento, sollecitato ad esprimersi sul movimento, il Presidente ha affermato
di seguire con grande interesse i ragazzi aderenti al movimento studenti di
scuola cattolica, di averli trovati seri, maturi e impegnati e li incoraggia a
proseguire per la strada iniziata. La FIDAE, ha aggiunto padre Perrone,
accompagna e segue con discrezione i giovani del movimento, affinch costoro
possano divenire protagonisti della loro formazione. Le parole di Mons. Zani
sono state indirizzate verso la scuola che trova la forza dal suo interno, dalla
comunit educante che la sintesi e l'iterazione dell'incontro delle varie
componenti che cooperano nell'ambito educativo: i genitori, gli studenti, gli
insegnanti, i dirigenti scolastici. Ciascuno di essi chiamato ad esprimere le
proprie potenzialit intorno ad un progetto educativo, senza il quale non si pu
agire in campo educativo.
Progetto educativo e comunit educante sono due elementi che debbono cooperare
per rendere viva ogni realt scolastica.
Padre Angelo Celani
> Relazione di Matteo Pasquali
Salve Amici,
sono contento di poter essere di nuovo qui per confrontarmi e discutere su
problemi cari a noi studenti. Ma prima di aprire un piacevole dibattito e un
dialogo con tutti voi, vorrei esporvi e presentarvi i programmi e il lavoro che
la Giunta Esecutiva, organo pi importante del Movimento, ha elaborato e portato
a termine nel corso di questo breve ma intenso anno. Sicuramente essa si
spesso riunita per verificare lassetto del Movimento, studiando, revisionando e
rielaborando lo Statuto ed il Regolamento che potete trovare in cartellina nelle
loro stesure definitive. Ma oltre a problemi che possiamo definire di tipo
tecnico, legati allimpostazione e alla natura del Movimento, alcuni
rappresentanti della Giunta, si sono dati molto da fare, partecipando al Forum
delle Associazioni degli Studenti, agli Stati Generali dellIstruzione, o a
convegni ed incontri di varia natura strettamente legati a problematiche
scolastiche. Tutti momenti che si sono rivelati utili sia per farci conoscere
da altri ragazzi, sia per collaborare strettamente con il Ministero della
Pubblica Istruzione. Infatti, per chi non ne fosse a conoscenza, il Forum delle
Associazioni studentesche, una riunione convocata direttamente dal Ministero,
per porre allo stesso tavolo associazioni, appunto, di Studenti che raccolgono
minimo 3000 iscritti. ovvio che il confronto e il dialogo che si instaura
durante questi incontri rimanga attivo anche al di fuori prolungando la
possibilit di scambio reciproco di informazione e idee diverse. Ma anche la
partecipazione agli Stati Generali dellIstruzione, svoltisi a Roma il 19 e 20 e
dicembre, hanno instaurato quel clima di confronto in cui noi, come Movimento
Studenti Cattolici, ci sentiamo chiamati a collaborare e a far sentire la nostra
voce.
Ed proprio per questo che ci siamo di nuovo qui riuniti: per ricordarci che il
nostro compito come studenti prima ma anche come rappresentanti di un movimento,
di rispondere attivamente ad ogni tipo di sollecitazione che ci viene fatta
sullambito scolastico. la nostra voce che insieme ad altre e diverse voci si
deve far valere quando si parla di noi. Quando si parla di parit, o si discute
su Riforme da apportare alla Scuola, o ancora, quando ci si riunisce per gestire
il rapporto docente alunno, o quando si decidono le linee programmatiche della
didattica, l dobbiamo esserci, con le nostre idee, e la nostra determinazione
che ci spinge a continuare il nostro progetto. Naturalmente capisco che
difficile, capisco che vorrebbe dire prendersi un grande impegno, ma fidatevi il
fine vale il sacrificio; perch essere Movimento vuol dire essere uniti e quindi
forti, ed essere Movimento vuol dire avere alle spalle lappoggio delle
conoscenze, dellinformazione e di dialoghi che arricchiscono.
Ed io oggi vi chiedo ufficialmente questo. Siamo riusciti finalmente a nascere,
a sistemare i vari aspetti tecnici, e ad organizzarci pi o meno
definitivamente. Ora bisogna cominciare a lavorare, bisogna rimboccarsi le
maniche e darsi davvero da fare.
E allora vi lascio con queste due sfide da portare avanti fino al prossimo
Convegno: convocare almeno una volta ogni due mesi unAssemblea dIstituto per
discutere delle tematiche che verranno preventivamente comunicate dalla Giunta
Esecutiva ai vari Rappresentanti, e quindi, come compito pi importante USCIRE
ALLO SCOPERTO: fatevi sentire, coinvolgete amici, parenti, conoscenti, studenti
di altre scuole nella vostra viva attivit come partecipanti al Movimento perch
noi siamo il Movimento, e perch noi dobbiamo dargli un senso, un motivo per cui
esistere, e il fine per continuare a lottare, sempre.
Matteo Pasquali
> Relazione di Padre Antonio Maria Perrone
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TRAGUARDI E ATTESE NELLE SCUOLE PARITARIE 14 febbraio 2002 |
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Premessa La Legge 6212000 "NORME PER LA PARIT SCOLASTICA..." solo una tappa verso un traguardo legislativo di pi ampio respiro per il raggiungimento della piena libert di educazione nel senso pi volte ribadito. Va precisato anche che la stessa legge, per essere adeguatamente applicata, ha bisogno di opportuni interventi nominativi (Decreti, Circolari, Lettere ministeriali ... ), che consentano alle singole scuole riconosciute paritarie, avendone i requisiti, di usufruire dei conseguenti benefici previsti dal dettato legislativo nel nuovo sistema nazionale di istruzione e formazione. Nelle sottostanti colonne indichiamo i traguardi raggiunti, gli accordi maturati verbalmente negli incontri svolti nel Tavolo di Lavoro "M.P.L‑C.N.S.C" e le attese da definire.
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Traguardi raggiunti |
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N. |
Descrizione |
Riferimento normativo |
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1 |
Figura e compiti del Commissario Governativo nelle scuole medie inferiori e superiori |
Soppressione: Lettera Dirnostat prot. n. 185 del 23 gennaio 2001 |
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2 |
Limitazioni per gli esami di idoneit nelle scuole medie di cui all'art. 7 della L. 425/97 |
Soppressione: Lettera Dirnostat prot. n. 185 del 23 gennaio 2001 |
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3 |
Programmazione degli esami di idoneit nelle scuole medie inferiori e superiori |
Soppressione: Lettera Dirnostat prot. n. 185 del 23 gennaio 2001 |
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4 |
Richiesta del riconoscimento della parit per le scuole non riconosciute |
Ulteriori disposizioni operative: (dopo la CM 163‑5/6/00) ‑ CM n. 30 prot. 115 del 14 febbraio 2001 |
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5 |
Formazione delle commissioni per gli esami di Stato conclusivi... |
Abbinamento tra classi all'interno della stessa scuola paritaria: CM n. 31 prot. 18 del 15 febbraio 2001 |
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6 |
Candidati agli esami di Stato conclusivi: alunni di nuove classi aggiunte isolate |
Abbinamento a classi di istituti statali: Lettera Dirnostat. Prot. n 1059 del 26 febbraio 2001 |
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7 |
Scuole elementari: esami di idoneit e licenza |
Possibilit di attuazione nelle scuole elem. paritarie ‑ Dir. Gen. Serv. Territ. prot. n.2357 del 20/4/2001. |
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8 |
Formazione in servizio del personale docente e dirigente promossa da organi ministeriali di vario livello |
Estensione alle scuole paritarie di ogni livello: ‑ Direttiva ministeriale n. 202 del 16 agosto 2000. |
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9 |
Compiti direttivi delle scuole elementari paritarie, che competono integralmente al proprio Dirigente scolastico indipendentemente dal dirigente scolastico statale |
Prot. n. 2753 Roma, 16 maggio 2001 OGGETTO: Scuole elementari paritarie. La nuova figura del Dirigente scolastico ‑ Adozione dei libri di testo. ‑ Vengono riconosciuti i compiti del personale direttivo delle scuole elementari paritarie. |
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10 |
Scaglione unico per le graduatorie dei docenti in servizio nelle scuole statali e non statali e parit di punteggio per il servizio da loro prestato. |
Proposte contenute negli artt. 1.2 e 2.2 dello schema di Decreto Legge presentato dal Consiglio dei Ministri il 28 giugno 2001. |
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11 |
Collegamento delle scuole paritarie a Intranet e uso gratuito Internet e altre tecnologie informatiche del MPI |
Accesso possibile come precisato nella |
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12 |
Applicazione alle paritarie del nuovo ciclo di IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore). |
Gi in atto in alcune scuole paritarie; cfr anche parere positivo del MIUR alla Regione Campania (L. Prot.224(C1A del 1.2.2002) |
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13 |
Alunni portatori di handicap o in condizione di svantaggio. |
Le modalit per l'accesso al sostegno finanziario sono gi definite (cfr. MIUR Prot. n.119 24-01-2002); ma occorrono maggiori risorse. |
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14 |
Trattamento fiscale ONLUS per le scuole paritarie senza finalit di lucro |
Sono in corso trattative tra il MIUR e il Ministero delle Finanze per la concreta applicazione di quanto previsto dalla legge paritaria e precisato nel relativo odg. occorre concludere |
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15 |
Pubblicit dei bilanci. |
Deposito del bilancio presso la scuola stessa per l'accessibilit a chi nella scuola ne abbia interesse. Unico bilancio per i vari tipi di scuola presenti nello stesso istituto e appartenenti allo stesso gestore.... |
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16 |
Commissione degli esami di Stato conclusivi |
Gi provveduto con la legge finanziaria del 2002 |
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17 |
Accesso di alunni privatisti per gli esami di Stato nelle scuole paritarie. |
Gi possibile per le medie inferiori, ma ancora non precisato per le superiori. |
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18 |
Interpretazione di "nuovo corso completo in via di graduale sviluppo" per la richiesta del riconoscimento della parit. |
in corso di definizione una Circ. MIUR, che dovrebbe regolare questo aspetto. |
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19 |
Apertura di classi collaterali nelle scuole paritarie, anche senza la garanzia della costituzione di un corso completo. |
in corso di definizione una Circ. MIUR, che dovrebbe regolare questo aspetto. |
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20 |
Accesso per le scuole paritarie di ogni livello alle erogazioni finanziarie per l'attivazione di progetti finalizzati al miglioramento dell'offerta formativa (attivit didattiche specifiche, biblioteche, laboratori, scambi internazionali, progetto lingua ... ), come per le scuole statali. |
Attualmente stato riconfermato il contenuto dei DD. MM. 261/98 e 279/99, ma non ancora generalizzato laccesso, come richiesto. Valido, anche se limitato, il contributo previsto col DM 166 del 23/11/2001 per la formazione del personale direttivo. |
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21 |
Estensione a tutti gli alunni e docenti delle paritarie delle agevolazioni e benefici previsti per i corrispondenti alunni/docenti delle statali.(ingresso ai musei, acquisto computer, materiale didattico vario, viaggi e soggiorni economicamente agevolati ...) |
Si va in questa direzione, ma ancora manca una normativa esplicita |
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Attese |
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22 |
Revisione dei criteri per lerogazione del contributo alle "elementari parificate".... |
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23 |
Applicazione alle scuole paritarie dei vari accordi stipulati dagli organi statali o regionali in favore delle scuole statali. |
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24 |
Vari emendamenti formali e sostanziali della legge 62/2000
in
vista di una effettiva parit giuridica ed economica senza condizionamenti
di sorta |
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Una specifica commissione al lavoro in questo campo. |
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> Relazione di Mons. Vincenzo Zani
Sintesi della relazione di
Mons. Vincenzo Zani, Sottosegretario alla Congregazione per lEducazione
Cattolica, dal titolo: Per ogni alunno una Comunit Educante tenuta al
convegno del Movimento Studenti di Scuola Cattolica, Chianciano 1/3 marzo 2002
"Porto con me, anche negli incarichi importanti che oggi sono chiamato a
svolgere, l'esperienza maturata in classe, negli anni in cui ho insegnato nelle
scuole di Brescia, prima alle medie poi al liceo classico, e posso assicurarvi
che un bagaglio ricco: la scuola un luogo altamente formativo, dinamico,
aperto, progettuale.
La scuola trova la forza dal suo interno, dalla comunit educante, che la
sintesi e l'incontro delle varie componenti che cooperano nell'ambito educativo:
i genitori, gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti scolastici. Ciascuno di
essi chiamato ad esprimere le proprie potenzialit intorno ad un progetto,
senza il quale non si pu agire in campo educativo.
Progetto educativo e comunit educante sono due elementi che debbono cooperare
per rendere viva ogni realt scolastica.
Riferendoci poi alla vasta azione di riforma del sistema scolastica che il
Governo italiano sta attuando, la comunit educante chiamata ad interagire con
la riforma stessa, non limitandosi ad applicarla semplicemente ma muovendosi
dentro di essa con un respiro pi ampio.
Stiamo vivendo 4 processi di cambiamento culturale che incidono e coinvolgono le
nostre persone, condizionano il nostro vissuto e hanno a che fare con l'opera
che svolgiamo all'interno delle nostre scuole.
1. Il fenomeno della globalizzazione, da intendersi non soltanto sotto il
profilo di interazione economica dei sistemi produttivi e delle grandi strategie
della conquista planetaria dei mercati; ma intesa come risonanza, riflesso nelle
coscienze personali di ciascuno di noi della massa di informazioni che sono oggi
disponibili in tempo reale con tutti gli interrogativi che circolano e che ci
coinvolgono. Il rischio l'omologazione, cio una perdita di personalit, di
identit, di libert personale. Il problema che la comunit educante chiamata
ad affrontare come, con quale strategia i giovani possono essere educati a
scegliere, pur rimanendo attivamente nel villaggio globale? Ecco il problema:
ciascun progetto deve predisporre delle esperienze che coinvolgano la comunit
educante, che consentano ad ognuno di divenire un soggetto capace di operare
delle scelte.
2. Il fenomeno legato al processo dell'immigrazione. L'azione migratoria che
stiamo vivendo solo la parte iniziale di un fenomeno che produrr profonde
trasformazioni in ogni paese coinvolto, per cui anche il nostro. L'immigrato,
spostandosi, porta con s il proprio mondo, cultura, religione, modi e costumi
di vita, lingua e tutto ci destinato a scontrarsi con la realt in cui va ad
inserirsi. Da ci emerge la questione della diversit. E nasce il problema: la
diversit un pericolo o un arricchimento? Per noi cristiani essa un
arricchimento, una risorsa, una provocazione a crescere. E la risposta una
sola, dialogare per costruire insieme un mondo migliore.
3. Il fenomeno dei localismi. E' la difesa spontanea e comprensibile al fenomeno
della globalizzazione. Ma non questo l'unico modo di reagire ad esso. Potrebbe
e deve essere vissuto come un corretto recupero del senso di appartenenza ad un
territorio e ad una comunit educante.
4. Il fenomeno la comunicazione. Attraverso gli imponenti strumenti della
comunicazione, qualcuno dice, siamo entrati nella civilt del telecosmo.
I
rischi per l'uomo, in particolare i giovani, determinati da tale situazione sono
imponenti, il pi importante dei quali quello di vivere in un mondo virtuale e
non reale. L'esperienza della comunit educante, anche in questo caso, ci aiuta
a rimanere con i piedi per terra, leggere cio il fenomeno nella sua effettiva
portata e non nel modo in cui essa ci appare.
Due strumenti da utilizzare per approfondire il dibattito sono: Cresson, Verso
la societ conoscitiva; Delors, Nell'educazione un tesoro, entrambi ricchi di
contenuti e di spunti su cui riflettere e dibattere.
Dobbiamo fare in modo, nei nostri istituti, che prima di tutto si faccia scuola,
nei suoi contenuti classici e la scuola deve insegnare a conoscere. Questo il
primo pilastro su cui la comunit educante deve poggiare, trasmettere
conoscenze, dare cultura passandola da una generazione ad un'altra. Ma non basta
conoscere, dobbiamo anche imparare a fare. Il terzo pilastro imparare a stare
insieme, a vivere con persone diverse. Mentre il quarto imparare ad essere. Io
sono veramente me stesso nella misura in cui conosco, faccio, so stare con gli
altri, il mio essere una sintesi di tutto ci che riguarda una persona."
> Lavori di Gruppo
GRUPPO TRIPOLI
Eravamo circa una ventina
provenienti da varie parti dItalia. Abbiamo inizialmente discusso e commentato
gli obbiettivi proposti dallMSC e ci siamo sostanzialmente trovati tutti
daccordo. Il punto centrale del nostro dibattito stato il cercare una
soluzione al problema delle realt pi piccole: come possiamo iniziare a
raccogliere le iscrizioni senza un appoggio esterno? La risposta comune a questa
domanda stata quella di dar luogo a una campagna di sensibilizzazione che
porti alla piena conoscenza dei vantaggi e obbiettivi del movimento finalizzati
a una crescita maggiore di un qualsiasi studente proveniente da una realt pi
piccola. C stato un buon lavoro da parte di tutti e 20 i ragazzi, ottima
partecipazione.
GRUPPO BLOWER
Il nostro gruppo era formato
da circa 16 ragazzi (Firenze Genova Bergamo Milano e Roma). I ragazzi
provenienti da realt in qualche modo gi sbocciate, quali Firenze Bergamo e
Roma, hanno presentato quello che stato il loro lavoro in questo ultimo anno
che facesse da spunto a chi conosceva a malapena il movimento o a chi aveva
avuto difficolt nellinserirlo nella propria scuola (Milano e Genova). Ci siamo
tutti trovati daccordo sul fatto di sensibilizzare gli studenti tramite
attivit sportive e non, che per coinvolgessero coloro che apparivano un po
pi distanti ed estranei al movimento. Indispensabili le feste, aperte a tutti e
organizzate dal movimento, e cos anche tornei regionali di vari sport a cui
potessero partecipare solo coloro che fossero iscritti al movimento (vantaggio
dellMSC?). Ottima esperienza.
GRUPPO LAGANA
In questo gruppo si
illustrato in modo approfondito lo statuto e il regolamento, redatti da un anno
a questa parte, trovando tutti daccordo sui principi che fondano il nostro
Movimento. Si sono anche presentate le linee guida della riforma Moratti, che ha
evidenziato, insieme allinteresse comune nel trattare questargomento, la
disinformazione di molti su temi che invece dovrebbero riguardare gli studenti
in prima persona. Continuando su questa scia, si discusso animosamente dei
rapporti fra gli studenti delle non-statali e quelli delle statali, troppo
spesso improntati a inutili scontri: emersa la necessit di vivere una
concreta parit, soprattutto a livello pratico. Per questo si puntato molto
sullINFORMAZIONE, parola dordine da presentare al rientro nelle proprie
scuole.
GRUPPO DE NAPOLI
In questo gruppo si
verificata una perfetta intesa fra studenti presenti per la prima volta al
convegno (Napoli e Como) e chi invece gi attivo sia ai convegni che nelle
attivit del Movimento (Bergamo e Roma). Infatti si sottolineata lesigenza di
rispettare le realt appena entrate, tenendo conto che il Movimento sta muovendo
i suoi primi passi, che possono essere stimolate e aiutate in qualsiasi modo da
chi pi avanti. Ne derivata lidea di una sorta di gemellaggio fra
istituti: lintento quello di organizzare mini-conferenze su temi inerenti
lattivit del Movimento e in ogni caso il mondo della scuola. Molta importanza
stata attribuita al modulo discrizione, che perverr entro fine aprile: la
quota associativa non ha presentato particolari problemi, in quanto il nostro
valoroso programma vale bene pochi euro!
Documento conclusivo del Convegno di Chianciano 2002
Obiettivi raggiunti dallultimo Convegno ad oggi:
- Assemblea coordinata in
massima parte dagli stessi studenti
- Aumento degli Istituti partecipanti
- Conferme molto positive dei gruppi precedenti
- Stimolo ed interesse dei nuovi rappresentanti
- Riconoscimento ufficiale da parte dellAssemblea dello Statuto e del
Regolamento
NB: stimolare maggiormente le scuole del sud ad unattiva partecipazione
Scopi da raggiungere entro il prossimo Convegno
- Sensibilizzare la propria
scuola e costituire il Comitato dIstituto
- Organizzare incontri informativi su temi scolastici (Parit, Riforma..)
- Organizzare incontri ricreativi per la crescita del Movimento, devolvendo il
ricavato per iniziative di solidariet e per il fondocassa del Comitato
dIstituto
- Mantenere un rapporto di dialogo costante con le altre scuole partecipanti al
Movimento della propria citt.
- Sensibilizzare altre scuole, che non sono ancora a conoscenza del Movimento
- Aumentare il numero degli iscritti
- Gestire nel miglior modo possibile le iscrizioni, che dovranno pervenire entro
la fine di Aprile